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Escursioni Passeggiate Montagnail mio mondo, il Trentino e non solo
08/09/2009 Presanella cima laghetto 2959 m slmPresanella
Segantini cima laghetto 2959 m slm.
il 6 settembre ’09 con due amici, bella e un po’ caotica, dice Edoardo... gita in Presanella. Per me un ritorno agli anni 80/90 quando quassù ci passavo ore e ore a girovagare... Ci portiamo al Rifugio Segantini da qui teniamo il sentiero 216 SAT per i laghi di Cornisello poi per traccia di sentiero, sulla costiera di Cornisello ci portiamo alla cima laghetto.
In giro in quel ambiente maestoso e severo che è la Presanella...
Partiamo dal parcheggio di Malga Vallina D’Amola (2000 m ca.) e prendiamo il sentiero 211 SAT per il Rif. Segantini (2373 m), che raggiungiamo in breve tempo,1h 10min.circa. percorrendo un sentiero facile e panoramico. Sosta al rifugio e punto della situazione. Ci aiutiamo con il “vangelo” della Presanella di Dante Ongari, la guida dei monti d’Italia in collaborazione con C.A.I. e T.C.I. e la cartina della kompass n 71 scala 1:50.000... Qui in questa zona la Presanella non ci sono molti sentieri segnati, quindi decidiamo di andare a zonzo verso la zona di cima Laghetto. Ci dirigiamo verso N attraversando un corso d’acqua su di un simpatico ponte sospeso lungo il sentiero 216. Subito dopo il ponte abbandoniamo il sentiero piegando verso NO e risalendo la valle lungo la cresta di una vecchia morena detritica (costiera di Cornisello) La Presanella, di fronte a noi, fa capolino dalle nubi. Arriviamo, risalendo poi il lato opposto della valle per grossi massi granitici, fin sotto cima Laghetto (2945 m) dove siamo indecisi sul da farsi.
Mentre ci confrontiamo su quale sia la via migliore, o la principale via di salita io ho tratteggiato nella mia mente una via di salita... mentre Gino si porta hai piedi della via di salita normale. Mi divido dai miei compagni di escursione Io come detto poco sopra deciso di salire da dove ci troviamo noi. Non c’è sentiero e devo inerpicarmi per quella che dal basso sembravano infide rocce su fattibili cenge e piccoli salti di roccia frastagliata per arrivare in breve alla vetta. Gino fa il giro intorno alla base del rilievo e scopre una traccia, segnata con ometti di pietre che porta fino in vetta; mentre Edoardo resta di guardia agli zaini…
Ricomposto il trio poco dopo, decidiamo di scendere, attraverso il Passo del Laghetto, nella valle attigua, intuendo, dall’alto, una breve e poco difficoltosa discesa per rocce. Errore, la discesa è eterna, faticosa ed i massi che la caratterizzano sono infidi e, soprattutto, non finiscono più. Quando, molto tempo dopo, arriviamo sul sentiero per il Rif. Cornisello, invito gli amici a guardare la strada fatta, ci prende qualche brivido il percorso che Gino ha tracciato, andando su e giù per la massicciata, era l’unico fattibile; un poco più a destra o a sinistra saremmo finiti nei guai con l’unica possibilità quella di risalire il pendio per massi. Arriviamo al Rif. Cornisello, dunque, dove si trovano pesanti tracce delle opere eseguite per costruire una grande diga che avrebbe servito una mega centrale idroelettrica, successivamente hai disastri avvenuti in varie parti d’Europa tra cui il Vajont venne abbandonata l’idea di costruire la diga. Al Cornisello ci beviamo tre robuste birre e ci godiamo una vista strepitosa su sua maestà il Brenta. Poi, lungo la strada, torniamo alla macchina.
Che dire di più... giro bello per l’ambiente maestoso, panoramico e severo. Faticoso più per l’assenza di sentiero che per la lunghezza o il dislivello totale, cima compresa, si aggira sui 1200 m. circa... per un totale di 8 ore approssimativamente... Salvatore
ps
come sempre invito che effettua le escursioni qui descritte di informarsi sempre con libri guide e gestori dei rifugi sul percorso... e che la preparazione individuale è molto importante mai sottovalutare la montagna o sopravalutare le proprie capacita...
a breve le foto... 06/08/2009 Alta via del Granito (AVG) cima d'asta lagorai le foto a breve
L’alta via del granito
gia ne avevo parlato in altri miei post che ho messo a pie pagina di questa relazione
Gruppo cima d’Asta (Lagorai)
cartina usata
Kompass 626 Catena dei lagorai Cima d'Asta 1:25000 oppure brochure gratuita presso i rifugi Caldenave Cima d'Asta O. Brentari o alla malga sorgazza come negli altri punto d'appoggio sono in vendita per due euro anche delle cartine con il giro dettagliato
Due parole per descrivere questo itinerario di 3 giorni, si cammina su sentieri antichi ed ex strade militari risalenti alla prima guerra mondiale, toccando gli unici due rifugi del gruppo cima d’asta. Rava, i due punti d’appoggio sono il Caldenave e cima d’asta “O. Brentari”. Questo Sentiero realizzato circa 5 anni fa è un giro ad anello che transita sempre in quota sopra i 2000 metri.
Ora il mio racconto
Il giorno 4 agosto ’09 parto per realizzare questo progetto che dal ottobre 2007 data in cui è apparso sulla rivista del CAI sogno... anche se da questa data ho fatto alcune incursioni in questo gruppo
Accesso alla val Malene da Trento percorrendo la Valsugana strada statale 47 fino all’abitato di Strigno e da qui verso l’altipiano del Tesino fino a Pieve Tesino ad un incrocio si trovano indicazioni per la val Malene. Percorrere tutta la valle fino alla malga Sorgazza. Comodo e ampio parcheggio gratuito.
Punti di informazione e di ricezione
Malga Sorgazza si trova a quota 1450 m. s.l.m. punto di partenza e appunto informazioni.
Questa antica malga ristrutturata è anche un ristorante tipico. I gestori Carla e Maurizio pronti ad esaudire la vostra necessità di informazione per quanto riguarda l’alta via del granito e per quanto riguarda lo stomaco ottima cucina con specialità locali.
L’alta via del granito è percorribile in due sensi antiorario e orario. Un giro ad anello che transita quasi sempre attorno o sopra i 2000 metri di quota.
È per me la prima volta che percorra un alta via... Qui la descrivo in senso orario.
Il primo giorno
Parto appunto da malga Sorgazza con il sentiero 328 il sentiero, con evidenti tracce di mulattiera, si alza nel bosco sopra la malga Sorgazza con tornanti ripidi fino ai prati dell’ex malga val di lago 1800 m., qui, infatti, si vedono i ruderi della malga nel mezzo di un prato.
Il sentiero sale ancora ora fuori dalla vegetazione fino a raggiungere il lago di costa Brunella che raggiungo alle ore 12, questo lago si trova a quota 2021, s.l.m. ed è un lago ad uso dell’ENEL, infatti, una diga ne impedisce il normale deflusso delle acque.
Proseguendo si raggiunge in circa un’ora forcella Quarazza 2275 m slm, detto anche Forezlin dei partigiani raggiungo la forcella di Quarazza e sono circa le 13.00 e dopo una breve pausa proseguo verso il Forzellon de Rava sotto Cimon de Rava qui il sentiero 332b perde quota in un vallone che mi porta alla successiva forcella di Ravetta per scendere la val di Ravetta che in breve mi porta a raggiungere il primo punto di appoggio della tappa, il rifugio-malga Caldenave.
Questo e il secondo punto di appoggio sulla alta via del granito il rifugio è anche raggiungibile da Tedon per la val Caldenave in circa 2 ore Il rifugio si trova nella piana del Caldenave ed è un’antica malga ristrutturata nel 2003/2004. Costruita su di un promontorio domina parte della val di Caldenave.
Il rifugio aperto dal 20 giugno a 20 settembre è gestito da Enrica e Elio. Qui si trova silenzio, panorami unici oltre e non meno importante alla buona cucina delle esperte mani di Enrica, ottima cuoca, specialmente i dolci, il tutto condito da un’ottima ospitalità.
Trascorsa la notte al rifugio il mattino alle 7.30 dopo aver fatto un’ottima colazione lascio a malincuore questa osai di pace e riprendo il cammino...
Il secondo giorno
A questo punto considerando che i laghi d’inferno li avevo già raggiunti in una precedente visita a questi luoghi apporto al giro classico una modifica: invece di salire ai laghi d’inferno sentiero 360 come dice la descrizione del percorso mi dirigo verso il sentiero che mi è stato suggerito da Enrica e Elio la val Orsera!!!! Questo sentiero non è segnato sulle carte topografiche ma ottimamente tracciato con i classici segni bianco rosso della SAT / C.A.I. Questa valle che porta alla forcella Orsera (incrociando il sentiero 373)riprendo quota e in breve sono gia sopra i 2000 metri ed entro in questa bella, sconosciuta e selvaggia valle. Percorro fino in fondo la valle e a questo punto, salgo la parte sinistra delle due pareti che chiudono la valle e per erboso e scosceso costone inframmezzato da un breve tratto attrezzato con cordino più per sicurezza che per altri scopi. Raggiungo la forcella d’Orsera e arrivo a delle postazioni di guerra. Su comodo sentiero militare aggiro la cima Orsera fino a portarmi ai piedi di facili pendici e salgo sulla cima. Il gestore Elio del Caldenave mi aveva detto che sulla cima Orsera trovavo i resti di una trincea e postazioni militari ancora abbastanza ben conservate. (le foto nel mio album).
Riprendo il cammino e mi dirigo verso la forcella di Buse Todesche, passando sotto la cima delle Buse Todesche.
Tralascio il 360 che scende in val Vendrame e continuo sul 373 a sx attraversando una lunga cresta fino a forcella magna passando ai piedi del monte Cengello cima dei Lasteati il ricovero tenente Cecchin e il baito Lasteati, fra resti di quella che fu la grande guerra... anche qui si nota la montagna scavata e le trincee e muri costruiti in pietra a secco e giunti fino ai giorni nostri.
Scendo al lago di forcella magna qui faccio un'altra pausa. Sono circa le 13
Riprendo il cammino una 15 di minuti dopo e scendo alla forcella dove decido una seconda variante al giro che continuerebbe sul sentiero 380 che scende la valle a sinistra per poi diventare il 380bis e raggiungere il passo di Soccede 2516 m slm.
decido per
La ferrata Gabrielli che non è una vera e propria ferrata ma un sentiero attrezzato da affrontare con passo sicuro e assenza di vertigini con una 30 di staffe e cordino che aiutano a superare una parete che ci separa dalla cima Col Verde 2560 m. slm. Per raggiungere la ferrata salgo con indicazioni per cima d’asta e ferrata su sentieri militari (un secondo bivio mi invita a scendere il bualon di cima d’asta) salgo a sinistra un cartello mi dice che il proseguimento è consigliato solo per esperti alpinisti con attrezzatura (casco e imbrago) arrivo su di una cresta verdeggiante la percorro e in un attimo arrivo al primo tratto di ferrata con un cordino di sicurezza la supero e arrivo ai piedi di punta Soccede salgo e scendo ancora per vari canali fino ad arrivare alla “ferrata” anche qui io riesco a superarla senza problemi. Raggiungo piano, piano la cima di: Col Verde panorama sul lago di cima d’asta!! wow e successivamente calando sul passo di Soccede 2516m slm. terzo punto d'appoggio il rifugio O Bentari 2476 m slm alla cima d'asta che in breve raggiungo scendendo dal passo di Soccede alle 16.00 sono al rifugio il tempo di una meritata birra e un buon panino... termino qui il giro del alta via del granito. Disdico la stanza che avevo prenotato e scendo al Sorgazza per il buoalon di cima d’asta tagliano per le placche di granito...sul sentiero 327. Arrico al sorgazza in tempo per la cena e la compilazione di un questionario e la conegna dalla stemma del alta via del granito
Nota e commenti personali
Io ho percorso questo giro in due giorni solo perché la descrizione ufficiale prevedeva come ultimo giorno la salita allo Zimon che sarebbe la cima d’asta che ho tralasciato perché avevo già fatto. Inoltre la discesa è consigliata per la via Campagnassa sentiero 386 panoramico ma lungo
Un cordiale ringraziamento va ai gestori della malga Sorgazza ai signori Carla e Maurizio per la loro accoglienza i primi consigli sul come affrontare questo giro non di meno la loro cordialità.
Un altro ringraziamento va ai signori Elio e Enrica per tutta la loro disponibilità, cordialità. Disponibilità che è difficile da trovare in quei rifugi a turismo commerciale... io li chiamo cosi ma questa è un altra storia.
Ultimo ma non meno importante ringraziamento per la birra e il mega panino che ho consumato al O. Brentari, qui non mi sono fermato a dormire ma c’era troppa gente e poi una comitiva di 29 ragazzi più altre piccole comitive... mi hanno fatto desistere dal fermarmi... mi sarebbe piaciuto ma per esperienza so che queste comitive sebbene portino tanta allegria allegato ce anche qualche piccolo disagio...
Che dire... per concludere?! Percorrete questa alta via del Granito perché merita, se poi siete appassionati, o dilettanti come me professionisti storici qui si legge tanta storia impressa nelle viscere della montagna nelle trincee e nelle postazioni o ricoveri scavati nella roccia.
Errori omissioni vanno segnalati all’autore salvatore.stringari@hotmail.it
Salvatore.
vi lascio un link www.altaviadelgranito.com
questa relazione fa parte di un progetto che vorrei realizzare
dopo la gita fatta nella zona della cima d'asta il 26/07 e aver riletto LA RIVISTA del c.a.i. di settembre ottobre 2007, sono sempre più convinto a prendere in considerazione il gruppo del Lagorai-cima d'asta, quindi mi piacerebbe esplorare anche questo angolo di Trentino partendo da questo
sentiero ad anello di 3 gg che vorrei percorrere appena possibile. il numero dei sentieri sono il: 327, 380, 360, 332, 328, L'alta via del granito
è una splendida traversata ad anello nella singolare isola granitica del Lagorai; questa via (ri)percorre una rete di antichi sentieri ed ex mulattiere della grande guerra. 1° giorno: (ore 3) partenza del trekking a malga sorgazza fino al rif. ottone brentari con variante di salia (facoltativa) alla cima d'asta 2° giorno: (ore 6) partenza dal rifugio O Brentari per arrivare al rif. Caldenave passando per il passo di soccede (m 2516) scavalcando poi forcella magna valico importante teatro di scontri della grande guerra (bunker, postazioni, trincee, ecc... 3° giorno: (ore 4) dal rif. Caldenave per sentiero si sale alla forcella ravetta m 2219 affaciandosi su vallon di rava e arrivando al lago grande di rava giungere il forzellon di rava la cima di rava e poi discesa a malga sorgazza passando dal lago di costa brunella.... Ovviamente l'escursione è fattibile anche in senso inverso Salvatore 27/07/2009 cima Ombrettola 2922 metriCima Ombrettola m 2922
Marmolada
Dislivello 1440 metri in giornata
Con Edoardo decidiamo la cima Ombrettola nel gruppo della Marmolada raggiungibile con l’autostrada passando da Ora (BZ) Cavalese Canazei Alba e Penia parcheggiando la macchina in un comodo parcheggio e gratuito alla funivia Campàc. Lasciata la macchina ci si inoltra nella valle del Contrin.
Saliamo a passo lento il primo tratto molto ripido della strada sterrata e sentiero SAT 602 che si inoltra nella valle del Contrin (la strada continua fino al rifugio). E passati per un caratteristico passaggio obbligato detto il “cancel” si apre ai nostri occhi la valle e il panorama che piano, piano diventa a 360 gradi.
Continuiamo sulla strada diventata pianeggiante e prativa tra cavalli e mucche di varie razze libere al pascolo.
Continuando a risalire la valle dopo aver passato un ponte di legno sul torrente Contrin arriviamo al rifugio in 1.30. Ci fermiamo per un the che la cameriera si affretta a farci pagare ancora prima di aver appoggiato le tazze sul banco... sarà una nuova forma di accoglienza?
Proseguiamo ora sul sentiero 607 SAT val delle Cirele arrivando ad un bivio con il sentiero per forcella Paschè lasciatolo alla nostra destra ci inoltriamo a sinistra verso il passo Ombrettola. Salitolo tutto fino a sormontare una bastionata di rocce arriviamo al bivio per la cima Ombrettola incontriamo chiazze ancora vaste di neve.
Qui sul ghiaione ora sentiero 612 SAT perdiamo un po’ di tempo a capire quale delle numerose tracce in parte coperte dalla neve seguire.
Intuisco la via più sicura e con Edoardo la seguiamo fino a raggiungere la cima sono le 13.00 quando raggiungiamo la cima e lo spettacolo che ci si presenta è indescrivibile a parole solo il cuore può capire. La parete sud della Marmolada la punta Penia dove intravediamo il piccolo rifugio e una parte del ghiacciaio della Marmolada.
Perdiamo un po’ di tempo tra strette di mano e complimenti, foto e pausa pranzo...
Riprendiamo la via del ritorno che sono circa le 14.30 raggiungiamo il rifugio Contrin dopo poche ore chiedo a Edoardo se gli fa una volta ritornati sui verdi prati della valle delle cirele di fermarci per riposare e ammirare ancora un attimo il panorama e le alte guglie che abbiamo davanti. Ci fermiamo quindi 15/20 minuti. Riprendiamo il cammino e siamo al rif. Contrin alle 16 circa... pausa birra...
Alle 16.30 siamo in cammino di nuovo e raggiungiamo Penia alle 17.15... e 1440 metri di dislivello...
Pronti a lasciarci alle spalle questa splendida giornata nel regno delle dolomiti. Per far rientro a casa e alle abitudini quotidiane
Un ringraziamento va Edoardo GRAZIE
SALVATORE
a breve le foto 21/07/2009 Vaio dei Colori piccole DolomitiQuesta domenica 19/07/09 Vaio dei colori
Piccole Dolomiti
(in solitaria)
Escursione in breve
Passo pian delle Fugazze, passo di Campogrosso sentiero 157 e sentiero 158.
Rifugio Fraccaroli
Il Vaio dei colori si raggiunge da Recoaro Terme in auto fino a Campogrosso oppure percorrendo la Vallarsa fino al passo pian delle Fugazze da qui raggiungendo in un’ora circa a piedi Campogrosso 1475 m s.l.m.
Percorso attraente e vario il Vaio dei colori va però affrontato con cautela.
È valutato EEA - alpinistico* sul percorso si deve tenere conto della caduta di sassi (casco) della presenza di neve (ramponi) e dalla pendenza (piccozza) e dell’eventualità di arrampicarsi.
È un percorso attraente che non presenta particolari difficoltà ma le condizioni della neve e le scariche di sassi possono comportare dei guai.
È facile trovare neve anche in stagione inoltrata specialmente dopo un inverno come questo (2008/2009.) ho visto gente senza casco e credo francamente che sia un’imprudenza da non commettere.
Parto dal passo pian delle Fugazze Raggiungo Campogrosso 1450 m. s.l.m. mi avvio per il sentiero N° 157 (indicazioni) Raggiunto il passo delle buse scure 1475 m. (indicazioni) s.l.m. si prosegue fino a raggiungere la sella del Rotolon 1523 m. s.l.m. da qui fino ai piedi di una verticale parete di roccia al boale dei fondi incrociando il sentiero 158. Mi avvio sul sentiero si perde leggermente quota per toccare la vicina sella dei Cotorni
Apro una parentesi (oltrepassata la sella il sentiero si dirama con una traccia molto evidente a salire qui io ho fatto un errore, la traccia che saliva era più marcata di quella che scendeva peraltro giusta, imboccato la traccia a salire che porta su un sentiero che porta dentro un vaio cieco che non porta da nessuna parte solo su di una cresta erbosa... sono a quota 1750 m. s.l.m. circa, devo ridiscendere a 1552 m s.l.m. 200 metri di dislivello fatti per non essermi fermato un attimo a riflettere e a leggere la relazione che avevo nello zaino. Complice del mio errore anche la segnaletica in quel punto con un palo piegato a terra dalla neve... mi consola il solo fatto che non solo io ho fatto questo errore che percorrevo il sentiero per la prima volta ma anche alcuni alpinisti della zona) quindi non seguire la traccia più evidente ma quella meno marcata e in leggera discesa) chiudo la parentesi.
Dopo aver ridisceso tutto il vaio arrivo proprio all’attacco del Vaio dei Colori.
Fantastico!! La lingua di neve inizia a 1552 m. s.l.m. Punto ad una parete di roccia salendo fino a raggiungerla quota 1700 dove tralascio un primo canale verso destra e piego a sinistra innalzandomi, con la pendenza che si accentua e le pareti che si stringono sempre di più.
Tralascio una seconda diramazione che invita ad andare a sinistra e punto verso destra e la base più stretta del vaio (neve) successivamente supero una parete con un primo cordino d’acciaio (e faccio una pausa.) Attraverso e salgo sempre sulla lingua di neve puntando ancora a destra arrivo sotto un salto di roccia dove mi tolgo i ramponi per superare un'altra parete con un cordino di acciaio che non da molta sicurezza (arrugginito e sfilacciato) la supero senza grandi problemi.
Inizio a vedere delle persone sulla bocchetta Mosca, salgo, in un canale detritico e friabile, dove in breve guadagno la bocchetta sopra citata. Sto attento a non smuovere troppi sassi, ci riesco, ma due che mi seguono fanno cadere un grosso sasso ma non pensano che sotto ci siano altre persone e non gridano “sasso”, lo faccio io... lo scrivo anche qui, per chi in futuro si trova in questa situazione quando si smuove accidentalmente un sasso che inizia a rotolare verso il basso, gridate, gridate sempre “sasso”... Qui si apre un panorama stupendo che solo la dolomia ti sa regalare.
Sono circa le 13 quando raggiungo la bocchetta mosca. 2029 m. s.l.m.
Decido nonostante l’ora un po’ tarda e un po’ di stanchezza di raggiungere il rifugio Mario Fraccaroli 2230 m. s.l.m.
Lo raggiungo sul sentiero 157 dopo circa un’ora sono le 14 circa. Sono sulla cima del mondo "toccando il cielo con un dito..."
...Non manco di passare davanti alla testa leonina... in pietra. Riprendo il cammino e arrivo al rifugio e mi godo il panorama sulla pianura veneta e credo di vedere anche il mare. Oltre al Lago di Garda (la parte terminale del lago.)
Dopo essermi ripreso con un buon piatto di pasta ed 1 mega birra salgo alla cima.
Il Ritorno alla bocchetta mosca è d’obbligo per prendere il sentiero 157 E5 che mi porterà di nuovo a Campogrosso scendendo il boale dei fondi tralasciato al mattino per fare il vaio dei colori.
*EEA alpinistico per esperti alpinisti con attrezzatura adeguata casco ramponi piccozza.
Salvatore 14/07/2009 Rifugio AlimontaRifugio Alimonta (Brenta) Da un po’ di tempo non sto molto bene e sono giù di morale... sono alcune settimane che non vado in montagna un po’per il meteo un po’ per colpa della colite... mentre sto pensando ad un progetto che coltivo da alcuni mesi mi arriva un sms da Edoardo mi chiede se vado in Brenta a fare un giro... non sapevo cosa fare se realizzare il progetto che già da qualche mese mi tormenta... il vajo dei colori... nelle piccole Dolomiti... oppure andare in brenta
Ora sono indeciso se andare da solo a realizzare questo mio progetto o ritornare dopo molti anni in Brenta... alle 22 della sera di sabato rispondo all’sms di Edoardo riorganizzo in fretta lo zaino e decido di andare con Edoardo e Gino.
Il progetto iniziale era di fare il sentiero S.O.S.A.T. ma, giunti a Vallesinella (1513 m), il tempo incerto ci ha indotto a lasciare imbracature e caschi in macchina. Siamo così saliti, incerti sul da farsi, per il Sentiero delle Cascate (317b), direzione Casinei.
Un Grazie a Edoardo e Gino
26/06/2009 ancora bondone stivo la becca cima alta la bassaBondone Stivo
Castellano – Cei - La Becca- Cima Alta- La Bassa – Bordala - Castellano
Domenica 21/06/2009 con Edoardo e Fiorenzo, e io su idea di Edo decidiamo per una salita alla Becca. Mille e un esima volta che ci va l’amico Edoardo , però, questa volta, c'è una nota di originalità: si parte da casa, da Castellano (780 m). 03/06/2009 [Monte Bondone] Ferrata Giulio Segatta Le Tre cime del monte BondoneLe Tre cime del monte Bondone Il monte Bondone Le tre cime del monte Bondone dislivello 600 m. Il sentiero in sintesi Viote del Bondone, Sentiero 607, cima del cornetto, ferrata Giulio Segatta cima “doss d’Abramo” cima verde, sentiero 636 e Viote La carta Kompass n 687 data: 2 giugno ’09
Raggiungibile da Trento per la strada del monte Bondone Partenza dal centro fondo delle Viote del Bondone si segue per 1 centinaio di metri la strada che porta a Garniga sp25 qui nei pressi di una stanga sulla strada forestale che imboccheremmo si può parcheggiare... Attenzione a non attraversare il biotopo torbiera del Bondone
Camminando ora sulla forestale a fondo bianco saliamo verso il cornetto che già da qui ci si presenta in tutta la sue maestosità....continuando sulla sinistra a prendere il sentiero SAT 607 sentiero direttissima del cornetto saliamo questa costa detta “costa dei cavai” fin sotto la cima, con la cima sempre davanti a noi. Non dimentichiamo di girarci a valle ogni tanto per ammirare “il Brenta” e tutte le cime che ci si presentano.... Raggiungendo cosi in due circa la cima del Cornetto... 2180 m slm... la salita alla cima richiede un po’ di esperienza e passo sicuro... salire sulla cima per ammirare il panorama è una meraviglia unica. (Anche qui secondo me il signore si è seduto sui sassi ad ammirare ciò che creo perché la vista si perde all’orizzonte) Dopo essere ridiscesi dalla cima del cornetto, prestando attenzione, si prosegue verso il doss d’Abramo 2018 m slm qui vi si può salire o per la via normale oppure aggirando verso est il doss d’abramo si giunge al attacco della ferrata. Attenzione questa ferrata seppur breve è difficilissima e verticale va affrontata con un buon allenamento e preparazione tecnico fisico mentale avere una infarinatura di arrampicata può aiutarci; sottovalutare questa ferrata vale a dire farsi del male! I punti di riposo sono solo due subito dopo il camino iniziale e poco prima di uscire in una piccola cengia... anche l’uscita avviene in un camino verticale!
Saliti in cima per una delle due opzioni anche da qui si ridiscende per proseguire verso cima Verde... transitando su di una cresta panoramica di colore rosso e più in basso intravedendo il sentiero del coraza... Raggiunta cima verde 2102 m. slm con il sentiero 636 si ritorna a valle verso le Viote del Bondone attenzione a questo sentiero se fatto in prima vera con la neve è molto scivoloso essendo un sentiero ripido.... Ritornati sui prati del Bondone seguendo le indicazioni e tabelle SAT rieccoci di nuovo al parcheggio
Come sempre dico questa relazione rispecchia la mia giornata si consiglia pertanto di consultare anche libri specializzati del settore. Un libro fatto bene che consiglio per queste escursioni sul monte Bondone il libro di: autore: Gaetano “Pucci” Macchi titolo: “i sentieri del monte Bondone” edito da: curcu & genovese costo: 26 euro
18/05/2009 Ferrata Gerardo Sega
Gruppo monte baldo monte Coalaz
cartina Kompass numero 691 scala 1:25.000 Monte Baldo nord
raggiungibile da Trento con la provinciale destra Adige Mori - Avio oppure con l’autostrada A22 uscita Ala Avio sia per chi proviene da nord che a chi proviene da sud. Usciti dal autostrada prendere per Avio. Non come ho letto in giro in altri siti internet che è vicino ad Arco... tutto un'altra zona del trentino....
raggiunto Avio si seguono le indicazioni Monte Baldo si imbocca la strada provinciale 208 e al 3 km di questa S.P. poco prima del ponte sul torrente Aviana nella valle dei molini... un piccolo posto per parcheggiare a 307 m slm
nella articolata rete dei sentieri della S.A.T troviamo questo meraviglioso sentiero... il sentiero O 685 Gerardo Sega raggiungibile con il sentiero O 652 che porta alla madonna della neve antica chiesa alpina del 1600 il sentiero parte nei pressi di una Calchera e subito parte in salita e con tornanti ripidi per circa un ora... sentiero ben segnalato e intuitivo... non ci sono molte deviazioni... si arriva quindi alla Preafessa 700 m slm bivio per il 685 imboccandolo si arriva ad una cascata nascosta nella vegetazione... il sentiero ora prosegue in diagonale leggermente in salita fino a salire un salto di roccia per poi scendere ad un'altra piccola cascata e si ritorna a salire sempre nel bosco e si arriva al attacco della ferrata.
Eccoci.... davanti a noi una parete immensa... ora indossato il casco e l’imbrago... Attenzione qui ce il pericolo di caduta sassi per la presenza sulla roccia di ghiaia e sassi... (friabile)
prestare molta attenzione nel caso che sotto ci siano altre persone, nel caso che un sasso urtato accidentalmente cadesse avvisare chi sta sotto gridando sasso non abbiate paura a gridare è meglio avvisare almeno chi sta sotto si mette al riparo...
La partenza è con una scala in ferro raggiungibile dopo un breve passaggio di arrampicata facile sulle rocce... Superata la scala si giunge su una cengia.... e superato un colatoio nel bosco si giunge ad una seconda cengia che porta a una verticale e strapiombante parete dove ancora una cengia permette di proseguire... qui solo gli occhi riescono a catturare l’immenso anfiteatro che ci si presenta.... attraversata la cengia si rientra nel bosco... trovando ancora un salto di roccia che ci porta su un sentiero friabile anche qui prestare attenzione se sotto ci sono persone la caduta di sassi potrebbe ferire chi sta sotto... Arrivati sotto a un altro salto di roccia superabile con l’aiuto di cordino ci si porta verso la fine di questo sentiero ancora un paio di salti e siamo fuori....
Il rientro dopo la pausa meritata sulla “cima” non si arriva proprio su di una cima con questa ferrata l’uscita per il vero lasci un po’ l’amaro in bocca.... vabbé fa nulla.. avendo portato un po’ di cioccolata passa l’amaro.... Pausa su un meraviglioso prato.... quota 1180 m slm
La discesa appunto segnalata da un cartello la si fa su una mulattiera forestale ancora sentiero O685 fino al bivio con il sentiero O653... tralasciando le indicazione per passo pozza della cola scendiamo ancora su strada forestale tra prati verdi e bellissime case da montagna ristrutturate alla val dei rii 1000 m slm e da qui una breve salita ci conduce al santuario della madonna della neve.... e villa Arvedi scendiamo ancora verso sinistra passando per una colonia alpina fino a riprendere il sentiero O652 scendendo in una gola al ponte della Balanza 980 m slm e ancora su mulattiera fino al sasso della vecchia (leggenda) seguendo fino al bivio preafessa e valle dei molini sul sentiero percorso alla andata....
Percorso che si svolge in profonde gole e anfiteatri di roccia meravigliosi nonostante non si esca mai dal bosco tranne le cenge... lungo ma appagante ci vuole sicuramente allenamento per percorre questo itinerario ...non consigliato a chi soffre di vertigini e non è abituato a lunghe percorrenze il percorso sfrutta i punti deboli della montagna.... questo significa salire per poi perdere quota e riprenderla successivamente.... I tempi di percorrenza sono individuali rispecchiano l’allenamento e la preparazione personale io ho percorso questo itinerario in 7 ore circa
Come sempre dico in questi casi consultare più opinioni non fermarsi mai su una sola relazione Salvatore...
a breve le foto 10/05/2009 I monti di Trento, Il Monte Calisio 1096 metri slmIl Monte Calisio 1096 metri slm Il sentiero in sintesi Loc. Pinara 390 m. slm loc. Predamala 460 bivio 401A Strada della flora 775 m. slm 4 strade 821 m. slm Cima M. Calisio 1096 m. slm ex forte Casara sentiero 430 e 421 Campel villa montagna Tavernaro Moia Martignano percorrendo un tratto della via claudia augusta La Carta topografica usata è la Kompass 647 Trento e dintorni scala 1:25000. I tempi di percorrenza sono 2 ore dalla Pinara fino in cima altre 2 ore circa per il rientro a Martignano.
Sui monti di Trento
Facile e panoramica escursione sulla cima del monte Calisio. O argentario dove nel 1800 si estraeva appunto l’argento... Partenza da Gardolo 230 m slm a Melta di Gardolo nei pressi dell’omonimo bar una strada porta nelle vicinanze del riparo Gaban sito archeologico. Continuando su strada secondaria si raggiunge il cimitero di Martignano. Arrivati a Martignano si giunge all’inizio della S.P. 131 (2° tronco Maso Bolleri - Montevaccino) Trovo un deposito in lamiera del servizio strade. E ben visibile il cartello di inizio sentiero 401 SAT loc. Pinara 390 m. slm. Si sale fino a quota 460 m. incontrando un bivio. Per il sentiero 401 A. Chiuso per pericolo di caduti sassi. Sono ora in loc. Predamala. Proseguo nel bosco di... pioppo, betulla, nocciolo, abete... sul 401 con una seria di tornanti a volte un po’ ripidi e con panorama sulla città di Trento. Raggiunta la strada della flora si prosegue su questa strada in direzione sud fino a raggiungere a quota 821 m. slm l’ex rifugio Calisio.
Proseguendo ora in direzione N/O su strada forestale si arriva ad uno spiazzo dove la strada termina e lascia posto al sentiero che sale ripido sullo spallone nord con sempre il panorama sulla città. Arrivo ad un punto panoramico i tornanti si fanno meno stretti e pianeggianti.
Arrivo ad un bivio per il “forte casara”, “stoi” 1050 m slm. Proseguo ancora sul 401 e transitando davanti a delle gallerie scavate per l’estrazione dell’argento... qui nel 1800 si estraeva appunto il prezioso metallo e probabilmente utilizzate in tempo di guerra per deposito munizioni e varie... Da qui in breve si raggiunge con un salto di roccia di 10/15 metri con cordino di sicurezza lo si supera facilmente e successivamente si raggiunge la cima a quota 1096 m slm. (2 ore dalla partenza.) Proseguendo ancora si giunge alla croce passando davanti ai resti di una fortificazione austroungarica realizzata in tempo di guerra per il controllo sulla città e i suoi punti d’accesso essendo il Calisio un ottimo panramico con vista anche su Pergine e la Valsugana.
Dalla cima varie sono le vie di ritorno, sia per lo stesso itinerario di salita che altri itinerari. Volendo effettuare un giro ad anello... decido di raggiungere il ristorante Campel. 733 m slm. a pochi metri dalla croce prendo il sentiero. SAT 403 ... scendendo nella valletta dei faggi...
Proseguendo ora sulla strada militare (senza mai lasciarla ) in discesa raggiungo gli “stoi alti” (bivio) e successivamente ai “stoi del bel vedere” (altro bivio) seguendo ancora indicazioni per il 403 (direzione campel) e in breve arrivando alla selletta della “val mistai” 1025 m slm. (Altro bivio)
Proseguendo ora sul sentiero 403 A campel/carbonaia sempre sulla strada militare arrivo ad una caratteristica parete liscia con disegnato una bicicletta un sole e dei (gabbiani) o rondini. Proseguo ancora, questa volta in direzione del forte Casara arrivo ad altri due bivi incrocio il sentiero 430 (mtb) proveniente dal bivio incontrato nella salita al Calisio “stoi” 1050 leggi sopra e proseguo sempre nell’intento di raggiungere il forte Casara ubicato all’omonima selletta 892 m slm che raggiungo sotto una leggera pioggia. Sono ora sul sentiero 421 SAT Del forte Casara rimane ben poco solo una traccia del muro perimetrale e in disparte un muro in cemento che sembra essere uno sbarramento o una porta d’ingresso. Quindi proseguo sempre sotto una leggera pioggia verso il ristorante Campel su un sentiero/strada in ciottolato... 421 SAT incrociando altri bivi di salita al Calisio continuo a scendere e arrivo alla pineta del Campel ampio spazio prativo e da qui in breve al Campel e a villa montagna.
Da villa montagna seguo attraverso il paese vecchio e vado a imboccare la via claudia augusta sentiero n° 1 passando per Tavernaro Moia Martignano... e poi ritorno a Gardolo...
Stupenda passeggiata in solitaria con giro ad anello e panorama su tutta la città di Trento e i paesi come Montevaccino villa montagna Civezzano Salvatore...
08/05/2009 IL BRENTAÈ grande e mutevolmente bello il Brenta...a volte lo si scorge da lontano ed è ben delineato preciso... poi arrivi ai suoi piedi e lo smarrisci, lo perdi... allora mi incammino e mi si presenta una catena di castelli sconquassati sembra sia passata una grande mano. è talmente grande che mi ci perdo è meraviglioso ogni angolo diverso... il Brenta... storia natura paesaggi che neanche da una cima vedo, ma solo ai suoi piedi... lui il magico BRENTA 04/05/2009 Monte altissimo di Nago 2079 m. slmIl rifugio venne costruito poche decine di metri sotto la cima del Monte Altissimo di Nago 2079 m. dalla S.A.T. tra il 1889 ed il 1891,
Arrivati in località San Giacomo dopo Brentonico, nei pressi del hotel s. Giacomo troviamo un ampio parcheggio dove parchggiamo l'auto. (Sul muro del hotel trovo una prima tabella S.A.T. 2.50 h dopo soli 20 passi un'altra tabella indica il tempo di 2.10 h) Ci si incammina per la stradina che passa tra l'Albergo San Giacomo e la chiesetta del 1500 di San Giacomo. Dopo pochi passi troviamo le segnalazioni per il sentiero 622 (2.10 h ) che porta in direzione Malga Campo-Altissimo, quindi svoltiamo alla nostra sinistra e iniziamo la salita sui prati in direzione della montagna che sovrasta il caseggiato di San Giacomo. Proseguiamo fino all'inizio di un sentiero che si immette in un boschetto che si arrampica su un primo costone, indicazioni (1.30 h??? anche qui dopo soli 20 minuti di cammino) prima di arrivare in un ampio piano da cui è visibile la maggior parte del percorso che ci porterà in cima al Monte Altissimo. Siamo in vista, davanti a noi, di un gruppo di cenge, al di sopra delle quali si trova la bianca Croce del Monte Campo e della malga omonima. Arrivati nei pressi di malga Campo, troviamo un altro gruppo di cartelli segnavia per arrivare al Rifugio Graziani, a Malga Campei o a Bocca Paltrane e quindi all'Altissimo. Proseguiamo diritti, per salita molto ripida, lungo il costone della zona Monticello che ci porta a Bocca Paltrane, da dove possiamo vedere, alla nostra destra, in basso, la conca di Val Parol. Continuiamo la nostra salita fino ad arrivare alla sommità del costone, dove vediamo la chiesetta e, alla nostra sinistra, verso sud-ovest, il rifugio Damiano Chiesa; spostandoci in direzione della chiesetta, nebbia permettendo, si può ammirare il Lago di Garda. La discesa viene fatta per il sentiero 633 che, con ampi, ed agevoli, tornanti, arriva al Rifugio Graziani, dove si decide di continuare, la discesa, per la Bocca del Creer. Facciamo un incontro su questo sentiero, le marmotte!! che mi fermo a fotografare...ce ancora molta neve ma loro sono già in giro e trovo delle impronte sulla neve... Questo sentiero, porta a Malga Bes ed a San Valentino ma, prima di arrivare alla malga appena citata, troviamo un cartello che indica San Giacomo, alla sinistra della nostra direzione di marcia. Un piccolo sentiero scende nel bosco della zona chiamata Cavalpea. Sbucati fuori dal bosco, ci troviamo in località Serb, dove alcune graziose casette di montagna fanno da cornice al paesaggio. Il sentiero 633 termina ad un tornante della provinciale che da San Giacomo porta a San Valentino, quindi, procediamo in direzione di San Giacomo, a sinistra, per ritornare al parcheggio dove abbiamo lasciato l'automobile.
25/04/2009 Monte CIMONE 1226 slm
Da Arsiero a monte Cimone per la cresta della rocca e cima Neutra per la galleria elicoidale
questo versante ho scelto per una gita consigliata da un amica. Itinerario poco segnalato ma sulla guida dato come segnato di recente segni CAI/SAT rosso bianco ma sentiero molto panoramico.
Da Trento per la statale 349 e 350 val d’astico raggiungibile dal passo della fricca hai piedi della vigolana in direzione vicenza passando per la localita nosellari
accesso: centro del paese Arsiero imboccando la provinciale per Posina poco prima di una galleria stradale indicazioni per San rocco... lasciare la macchina negli spazi...
dalla chiesa di san rocco 461 m slm seguo il sentiero (si può anche salire per la stradina) a monte della chiesa si passa a fianco di una prima costruzione militare e a sinistra l’acquedotto di Arsiero (sentiero 541 marcato C.A.I. indicazioni per la cima). (Largo spiazzo prativo)
è questo primo tratto un sentiero poco marcato che si inoltra nel bosco incontro già da ora le opere militari che non mi abbandoneranno per tutta l’escursione. “Questo tracciato è una splendida opera bellica scavata nella roccia. Viene considerata la principale via di salita su questo versante”
Seguo sempre il sentiero più marcato portandomi sopra la valle di rio freddo, avendo sempre alla mia destra il panorama sulla città di Arsiero... Salgo per tornanti che mi portano in quota rapidamente.
Arrivo a un punto panoramico (postazione non molto evidente) con panorama sui prati di Bugni e Arsiero risalendo ancora il sentiero su balze e muri a secco e attraversando un primo canalone arrivo ad una lunga cengia con trafori nella roccia tratto abbastanza suggestivo e bello il sentiero si alza ancora tra tornanti fino ad arrivare hai piedi del Caviòio. Incontro il sentiero che sale da bugni il 542 e i trovo in loc. ara de spin dopo circa un ora dal inizio. Sono ora sul sentiero 542 Qui mi “perdo” a visitare gallerie trafori... Dopo un po’ arrivo ad un altro bivio con il sentiero degli alpini e mi trovo su una vecchia mulattiera ora mangiata dalla vegetazione e dal tempo. Continuando sulla destra e tralasciando il cavioio mi porto verso cima neutra.
Qui cammino nel bosco seguendo sempre il sentiero e dopo un indicazione per un ex cimitero italiano della guerra arrivo al cason de bidese o de smaniotto nascosto della vegetazione fatto di sassi e lamiere sul quale con vernice sbiadita ci sono segnalazioni per la cima (cimone)
Passando tra opere militari e tratti di sentiero gradinato giungo quindi ad una postazione con gradini scavati nelle roccia ripidi (qui non trovando indicazioni per la galleria proseguo solo più tardi mi accorgo che un sentiero scende per arrivare alla cima neutra e al inizio della galleria elicoidale) giungo quindi ad altre opere militari che mi perdo a visitare...
Mi fermo e rileggo la relazione sono quasi sul cimone ma non ho trovato la galleria elicoidale... Mentre leggo vedo un sentiero risistemato da poco mi sorge un dubbio che non sia la galleria? Decido allora di ritornare indietro.
Entro per una fessura che poco dopo scopro essere l’uscita della galleria elicoidale della cima neutra scendo per novanta metri la galleria arrivo in fondo e non capisco dove va ora il sentiero una grande finestra da sul bosco... vedo una traccia verso sinistra e la seguo cavoli!!! mi ritrovo di nuovo tra il cavioio e la cima neutra a quella postazione con i gradini scavati nella roccia... faccio una pausa... mangio una banana e un arancia con un po’ di cioccolata... ripercorro il sentiero e rifaccio questa volta nel verso giusto la galleria elicoidale di cima neutra... e proseguo per il monte cimone su sentiero in questo tratto sistemato da poco... e in breve sono in cima dove un ossario custodisce le ossa dei soldati del monte Cimone quota 1226 che hanno dato la loro vita per la democrazia e la libertà.
Dopo mezz’ora di pausa sono oramai le 13 ritorno verso la cima neutra e scendo verso il cavioio. Hai piedi di questa cima trovo una lunga trincea scavata nella roccia la seguo fin dove termina al ingresso di altre gallerie che visito... Dopo la visita nel ventre di questa montagna scavata sempre con il sacrificio degli alpini salgo sulla cima del cavioio...
Una scalinata stretta in parte scavata nella roccia integrata con del cemento porta hai piedi del redentore ma per salire in cima ce un breve tratto ripido con cordino e alcuni gradini e in breve alla croce e al rifugio/bivacco Ottorino Vettori 1120.
E da qui ripercorro a ritroso tutto il sentiero fatto al mattino fino ad arsiero che raggiungo alle 15.30 circa Mi riprometto di ripetere quest’autunno, molto suggestivo il posto Sal Consiglio la guida escursionistica con note storiche e naturalistiche della sezione del club alpino italiano di thiene e sottosezione di Arsiero di Liverio Carollo “sui sentieri della val d’Astico” edito da: danilo zanetti editore
Portare acqua perché nella zona non si trovano fontane o sorgenti
Mio commento personale Io non so di chi è la responsabilità ma L’unica nota che un po’ mi rattrista è la mancanza di manutenzione e la poca segnaletica coma la poca valorizzazione di questi itinerari da parte delle istituzioni e da chi dovrebbe pensare a valorizzare questi luoghi... Invece di pensare a costruire impianti sciistici si dovrebbe prima spendere soldi per valorizzare questi luoghi Salvatore
12/04/2009 Buona Pasqua 2009un saluto a tutti i visitatori di questo blog e mille grazie...
Una buona pasqua a tutti...
Salvatore. 05/04/2009 sentiero SAT 418 Giordano Bertottiil sentiero "Giordano Bertotti" realizzato e inaugurato nel 1978, dedicato alla memoria di Giordano, socio della Sezione scomparso nel 1970. è attrezzato nella parte superiore con alcuni cordini e una scala metallica in modo da poter superare con più facilità alcuni tratti impegnativi...
detto anche "Sentiero della Croce" Quantunque breve, e ripido e alcuni tratti piuttosto esposti, è da percorrere con adeguata preparazione, si distingue dagli altri più o meno facili donando all´escursione un gradevole tocco alpinistico. L’inizio è a circa due chilometri dal Passo del Cimirlo sulla strada per il Rifugio Maranza. Dal Passo del Cimirlo, percorso più di un chilometro sulla strada per il rif. Maranza, in localita Colmo 810m slm (parcheggio) percorsi pochi metri si trova sulla sinistra la segnalazione che indica il sentiero.
Risalendo si supera rapidamente la boscaglia fino a giungere alla base di alcuni suggestivi picchi rocciosi... (inizia la neve) Superato il primo tratto a destra, il sentiero conduce su di una cresta e poi in una zona boscosa e al libro di vetta. (neve) Qui il percorso prima fiancheggia e poi taglia nella parte alta della gola, fino all´inizio del sentiero attrezzato. Dei cordini d'acciaio e due scale facilitano il superamento della parete rocciosa caratterizzata dalla suggestiva "Crepa Bus del Vent". Le ultime attrezzature conducono infine sulla panoramica vetta, 1263m slm dalla quale l´occhio spazia in ogni direzione. Il ritorno si può compiere in direzione est attraversando un piccolo ponte di legno che supera la crepa. La discesa continua per un bosco suggestivo fino ad arrivare allo "Spiazz dele patate". (indicazioni in loco) bivio per il sentiero 411 e gli "stoi" che porta alla cima della Marzola si scende molto rapidamente e raggiunti alcuni resti di fortificazioni delle prima guerra nei pressi di un acquedotto si prende il sentiero 427 a sinistra che in circa 30/40 minuti riporta sul sentiero 418 e in breve sulla strada della Marzola Sal le foto in arrivo
aggiornamento: foto on line
02/04/2009 Sentiero "Giordano Bertotti" SAT n° 418ho un progetto è da tempo che lo voglio fare e domenica 5 aprile ci vorrei andare... qualcuno si vuole aggregare?
altre informazioni sul sito www.sat.tn.it questo sentiero è 1 dei "gioielli" della Sezione è il sentiero SAT n° 418 "Giordano Bertotti" realizzato e inaugurato nel 1978, dedicato alla memoria di Giordano, socio della Sezione scomparso nel 1970.
È attrezzato nella parte superiore con alcuni cordini e una scala metallica in modo da poter superare con più facilità alcuni tratti impegnativi; risale il versante occidentale del Chègul fino alla "Croce", località che offre un ampio panorama sulla Valle dell’Adige, sull’altipiano di Pinè, sulla Val dei Mocheni, ecc.
Quantunque breve, a causa della sua ripidità ed alcuni tratti piuttosto esposti, è da percorrere con adeguata preparazione. L’inizio è a circa due chilometri dal Passo del Cimirlo sulla strada per il Rifugio Maranza (in questo periodo chiuso). Nei pressi della "Croce" il percorso supera l’originale e profonda spaccatura detta "Busa del Vent". Proseguendo, il sentiero si innesta, in località "Spiaz dele patate" al Sentiero SAT n° 411, che porta alla Cima Marzola (m.1738). 22/03/2009 sono senza parole...La settimana scorsa domenica 15 marzo ho fatto assieme a degli amici (se cosi si possono chiamare) un escursione in montagna da questa ne è nata una discussione poi degenrata da qui questo mio piccolo sfogo da cui ne esco ...senza parole...
senza parole per come si comportano quelli si dicono amici e poi alla prima occasione ti piantano il coltello diritto al cuore
un grazie va a quei amici e non faccio nomi che mi hanno pugnalato al cuore alle spalle ... grazie davvero Salvatore....
01/03/2009 oggi... rifugio Gardeccia 1950 m.s.l.mciao a tutti rieccomi dopo tanto tempo che non scrivo le mie escursioni
dopo un po’ di tempo che non uscivo di casa se non per andare al lavoro, il morale a terra per via della separazione che è come morire... lasciamo perdere... alcuni amici mi hanno chiamato per andare a fare una camminata in val di fassa al rifugio Gardeccia 1949 metri sul livello del mare... ma si mi son detto... andiamo, nulla di difficile o impossibile le dolomiti sono la mia passione più grande. arrivati a Pera poco prima di Mazzin prendiamo la strada provinciale 238 e arriviamo a Muncion frazione di pozza di fassa. Lasciate le macchine nelle vicinanze ci avviamo sulla strada chiusa al traffio che si inoltra nella valle del vaiolet e arriviamo alla "regolina". subito dopo la strada è innevata. inizia qui la salita tra spettacolari pareti di calcare che si innalzano tra gli abeti i larici e la neve. in un oretta circa arriviamo al rifugio. qui mi sazio con il panorama che è spettacolare... anche con un buon piatto di canederli crauti e lucanica e le chiacchere in buona compagnia ci avviamo per il rientro con le slitte. che bello! erano trenta anni che non andavo più con la slitta... una bella giornata iniziata con il cielo che non prometteva nulla di buono ma che avendo avuto fiducia ci ha/mi ha regalato il sole e la possibiltà di passare una meravigliosa giornata... 03/01/2009 buon anno 2009Un buon anno a tutti e un 2009 di felicità, serenità, e pace...
e buone camminate e buona montagna a tutti
23/12/2008 BUON NATALE 200817/12/2008 continua il pericolo valanghe sono sconsigliate le escursioni sci alpinistiche e ciaspole sul territorio trentino. permane pericolo elevato di valnghe per il fuori pista.
per altre info rimando al sito: http://www.meteotrentino.it/bollettini/today/valanghe_it.aspx?ID=9
Sal-vatore 12/12/2008 PERICOLO VALANGHEsu tutte le montagne alto pericolo di valanghe sconsigliate le escursioni con ciaspole o sci alpinismo. Per non leggere ancora una volta di tragedie in montagna non andate aspettate qualche giorno che la neve si assesti facciamo in modo che la montagna non sia teatro ancora una volta di morti assurde inutili... si deve vivere per la montagna non morire in montagna... leggete con attenzione i bollettini neve valanghe delle vari regioni qui lascio quello del trentino http://www.meteotrentino.it/bollettini/today/valanghe_it.aspx?ID=9
09/12/2008 Signore delle cimeun canto alpino che mi commuove per la sua profondità un canto all'amicizia e fratellanza di tutti gli uomini
ascoltatelo e lasciate un commento
Salvatore 07/12/2008 Monte Stivo 2059 m slm [ciaspole]Il monte Stivo è una tra le più suggestive montagne del basso Trentino. Situato a 2059 m. s.l.m., esso è raggiungibile da Mori (TN) in direzione di Torbole, lago di Loppio, e Riva del Garda. Giunti al bivio per la Val di Gresta si prosegue, supportati da ottime indicazioni, in direzione Ronzo-Chienis, fino a giungere il Passo S. Barbara (m. 1169 s.l.m.) e da qui il pianoro di S. Antonio (m. 1265 s.l.m.), dove si può arrivare in auto. Il monte Stivo è un eccezionale punto panoramico sul lago di Garda. Dalla sua cima lo sguardo spazia inoltre sul gruppo dell’Adamello, della Presanella e del Brenta.
Il rifugio Prospero Marchetti allo Stivo è raggiungibile anche dal rifugio Monte Velo, sul versante di Arco, o dal Passo Bordàla, in Vallagarina.
In località Pessina si può parcheggiare l'automobile e prendere la strada per il Monte Stivo, seguendo il segnavia della SAT. Dopo circa 10 minuti di cammino, si incontra la fontanella minerale di ”Werle”, l'ultima lungo il sentiero. Si attraversano dei campi coltivati ad ortaggi, nella zona a più alta quota della Val di Gresta e quindi si sale lungo una strada innevata attraverso una pineta, fino a giungere località “Le Prese” (1500 m. s.l.m.), da dove si gode un vasto panorama sul lago di Garda e sui monti circostanti. La strada sale per mezz'ora circa attraversando il vasto pascolo della malga Stivo.
Da qui si sale lungo il costone fino a raggiungere il rifugio "Prospero Marchetti" (a quota m 2009 m. s.l.m.), della sezione SAT di Arco. L’edificio, che ha festeggiato i suoi cent’anni di vita nel 2006, sorge a pochi metri dalla cima dei Monte Stivo (2059 m. s.l.m.), sulla cui sommità si erge un'imponente croce in ferro. Sulla cima vi è inoltre l'Osservatorio Panoramico Col dal quale, con l'aiuto di appositi mirini, si possono individuare oltre una quarantina di cime alpine, disposte lungo un arco di 360 gradi.
04/12/2008 piccole notizieQuesta settimana nessuna escursione da raccontare... qui in trentino ha nevicato molto in montagna il pericolo valanghe è di 4° grado penultimo grado di una scala di 5 gradi di pericolo quindi altissimo il pericolo di distacco valanghe.
link meteo trentino
30/11/2008 ...un pensiero...Solo cristalli di neve, Cristalli di neve … ...che piacciono a sal...
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